Problemi di privacy nel condominio?
Una recente sentenza della quinta sezione penale della Cassazione (n. 13540/2008) ha condannato al risarcimento del danno un amministratore che aveva evidenziato in bacheca la morosità di una condomina. La stessa sezione della Suprema Corte ha ritenuto legittime (n. 22602/2008), invece, le videoriprese effettuate dall'esterno di un edificio che inquadravano l'ingresso, il cortile ed altri luoghi di transito (anche per difesa da atti vandalici) in quanto si tratta di spazi aperti al pubblico.
Il Garante della privacy, che ha sempre raccomandato sia la proporzionalità tra mezzi impiegati e fini perseguiti sia l'informativa con cartelli specifici per segnalare l'esistenza di videocamere, dal conto suo nel giugno scorso ha sollecitato Governo e Parlamento ad emanare di una chiara disciplina che regoli con maggior precisione la protezione dei dati personali in relazione all'installazione di impianti di videosorveglianza nei condomini in quanto esistono interessi contrapposti: l'esigenza di sicurezza delle persone e di tutela dei beni comuni, nonchè la preoccupazione dei singoli che gli impianti stessi possano incidere sulla libertà di muoversi, senza essere controllati nel proprio domicilio e all'interno delle parti comuni (parcheggi, scale, androni, ecc.).
Gli interrogativi sono molti sia per i condomini che per gli amministratori, in quanto dovrebbero essere chiamati a deliberare l'installazione anche gli eventuali inquilini ed è incerta la maggioranza necessaria per la delibera assembleare, trattandosi forse di una innovazione per la quale è richiesta dal codice civile l'adesione della maggioranza dei partecipanti al condominio rappresentanti due terzi dei millesimi.













